Tra pinguini e fischi

Stefi2014Cari amici bianconeri, cosa dissi a Luglio? Di stare tranquilli, che avremmo continuato a vincere, che i giocatori erano contenti del cambio di mister e che con Allegri il clima nello spogliatoio ed in campo sarebbe stato più sereno? Sì, esatto. Visto che non credo di avere doti da veggente, il fatto che ci abbia azzeccato significa una sola cosa: che quando si analizzano le situazioni, bisogna sempre farlo con freddezza e mai con la “pancia”. Certo, l’addio dell’attuale CT della Nazionale è stato un fulmine a ciel sereno ed è stata una reazione normale quella di pensare “senza di lui non andremo lontano”. Normale, sì, ma per poco. Allegri era riuscito a vincere uno scudetto con una squadra che, tolto Ibra, non aveva nulla a che vedere con la compattezza della Juve del triennio contiano. Ed era riuscito, sempre con gli stessi, a raggiungere i quarti di Champions, impresa, come ben sappiamo, mai semplice. Tutto fattore C.? In parte, certo, ma cerchiamo di dargli ciò che merita. Allegri ha dimostrato, col Toro poi con la Fiorentina e con l’Atletico Madrid, di essere un allenatore in grado di leggere le partite, di saper infondere calma e fiducia nei suoi 20141109_Parma (90)ragazzi, di non cercare in ogni modo di prendersi tutti i meriti. Vorrei ricordare, a tal proposito, che l’allenatore, per quanto bravo sia, non scende sul terreno di gioco, non segna, non para…in breve non è lui che vince sul campo. Lo dico giusto per ricordare a chi rimpiange ancora il suo predecessore che non è stato lui a vincere i tre scudetti e le due Supercoppe. Lui ha contribuito, semmai, alla riuscita dell’impresa, ma, come disse Tevez in conferenza stampa ad inizio stagione “Non siamo più i favoriti? Perché? Siamo noi che andiamo in campo…”. Amen.

Oggi non ho voglia di tediarvi con le mie chiacchiere, ma vorrei lasciarvi con un paio di spunti su cui riflettere.

Per quanto riguarda il primo, vado (strano eh?) controcorrente e dico che l’aver esposto al Museum lo scarpino di 20141209_JuveAtleticoMadrid (33)Pirlo col quale ha segnato il gol vittoria nel derby è…roba da Toro. Mi spiego meglio. Noi abbiamo sempre preso per i fondelli i granata affermando che per loro il derby è la partita dell’anno, che baratterebbero volentieri una retrocessione con la vittoria dello stesso, che per loro vincere (o pareggiare, considerando le feste che facevano al 92° minuto…) contro di noi equivale a vincere uno scudetto. Ed abbiamo sempre sostenuto che per il popolo bianconero, non torinese, il derby della Mole sia una partita come un’altra contro una squadra di medio – bassa classifica. In fondo sono solo tre punti, no? Ecco, allora perché granatizzarci esponendo lo scarpino di Pirlo? Non ci è bastato godere per la vittoria al 93°? Non ci è bastato sfotterli a fine partita? Che bisogno c’era di ostentare la vittoria? Se per noi è un match come un altro… Perché, diciamolo, in questo modo gli abbiamo dato più importanza di quanta ne abbiano mai avuta ed abbiamo dimostrato di aver temuto il pareggio contro di loro! Il Toro, dico io!!!!!!! Avrei capito se con quello scarpino Pirlo avesse segnato il gol vittoria della Champions League…ma tanto casino per un derby…

Secondo spunto: i fischi di parte (buona parte, ahimè) dello Juventus Stadium. Poco prima del fischio d’inizio ho scritto un messaggio ad un paio di amici di questo tenore “Pinguiname a palla, stasera”, che, tradotto per chi non comprende il mio linguaggio da stadio “Stasera è pieno di gente che non ha mai visto uno stadio, che crede di essere a teatro, che se ti alzi in piedi per far passare un vicino di posto ti urla di sederti, che rompe le scatole tutta la partita perché la curva e gli altri non cantano… Perché non canti tu, asino?! E così via”. Per farvela breve, i fischi, visto chi 20141209_JuveAtleticoMadrid (7)riempiva le gradinate, me li aspettavo… Sì, perché, tornando a bomba, Allegri non è uno sprovveduto e sapevo che, pur di portare a casa la qualificazione, avrebbe chiesto ai suoi ragazzi verso la fine della partita di fare melina, di buttare la palla piuttosto, ma di non fare cazzate in stile Istanbul. E così è stato. La Juve ci ha provato, forse non con troppa convinzione, ma ci ha provato a vincerla. Così come ha fatto l’Atletico. Nell’ultima mezzora il segnale da parte di entrambe le squadre a me è parso chiaro: non facciamoci del male. Allegri e Simeone, in perfetto stile Machiavellico, avranno pensato che “Il fine giustifica i mezzi”. Certo, vedere la Juve segnare e vincere contro i Vicecampioni d’Europa ci avrebbe fatto piacere, ma cosa contava ieri? Segnare e rischiare di beccarci un gol? E poi magari due? No. L’importante era raggiungere gli 20141209_JuveAtleticoMadrid (50)ottavi di finale e così è andata. Chi fischia una squadra che dà sempre l’anima, che ha vinto e continua a vincere, che ci fa godere da anni…beh, è un indegno. Anzi no, è degno di chi affermava di avere solo 10 euro in tasca in un ristorante da 100 euro… Vi piace vincere facile? Andate a tifare Real o Barça e levatevi dalle scatole. Come tifosi non valete niente. Fate schifo! Chiaro il concetto?

Un abbraccio a tutti i tifosi veri, che, abbonati o occasionali, sono sempre accanto alla squadra, che la sostengono, la amano, la vivono. Agli indegni dedico solo il mio disprezzo. Fino alla fine forza Juventus.

Si ricorda che tutti gli scritti, come le foto marchiate “signorainrosa.com” presenti o meno nel blog, sono protetti da LICENZA

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