4 Novembre 2014 – 96° anniversario della VITTORIA

di Marco Rosazza Mina Gianon

Marco RosazzaI caduti non muoiono sui campi di battaglia e non spariscono nei sacrari, Essi periscono solo quando sono dimenticati e quando è dimenticato il loro sacrificio.

In questa sacra ricorrenza mi sovvengono alla mente alcune semplici riflessioni.

In questi tempi in cui i valori fondamentali come la Patria, la Famiglia, la Fede e l’Onore vengono sempre più derisi, abbandonati, accantonati, messi in secondo piano e soppiantati da altri idoli, da falsi profeti, dalla felicità a tutti i costi, dal dio denaro, dal potere, siamo rimasti in pochi italiani, degni di questo nome (poiché non basta nascere in Italia per essere chiamati italiani), ad essere fedeli e memori della nostra Storia militare e dei valori del Risorgimento.

Noi Bersaglieri ,noi Guardie d’Onore alle Tombe del Pantheon, siamo tra queste poche persone.

Purtroppo in Italia si stanno perdendo le tradizioni, il culto della Patria e la memoria storica, anche per colpa dei tanti governi che si son succeduti nel dopoguerra, specialmente quelli rossi.

La consegna che ci è stata affidata, il compito che abbiamo assunto volontariamente e coscienziosamente col giuramento prestato alla Patria, è stato quello di custodire e tramandare alle generazioni presenti e future la fiamma della storia Patria e delle tradizioni, fiamma che lega indissolubilmente il passato col presente e che si proietta nel futuro come un faro di luce nel mare tempestoso; fiamma che lega i morti nel nome
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d’Italia ai vivi che devono perpetrare il loro ricordo e quello del loro sacrificio.

È giunta l’ora che la Patria venga riscattata, riscoperta e trasmessa come valore vero, vivo.

Bisogna, oggi, in questa ricorrenza, fermarsi un attimo e riflettere, trarre ispirazione dagli esempi di tutti quei soldati che combatterono e caddero sui campi di battaglia nella Grande Guerra, (e più in generale in tutti i conflitti) per coronare il sogno dell’Italia unita e libera .

Dai tanti sacrari ove oggi riposano le centinaia di migliaia di caduti della Prima Guerra Mondiale e dai luoghi ove ancora molti di essi giacciono senza un nome e senza una croce, Essi ci gridano un messaggio di fede, amore e speranza. Che giunge solo all’orecchio di chi serba in cuore un Amore vero per la Patria.

Proviamo a costruire in noi, nella nostra mente, nel nostro cuore e nel nostro animo un piccolo sacrario dedicato ad essi e a quanti caddero e cadono per l’unità, la grandezza e l’avvenire della Patria. Dedichiamo loro un nostro piccolo pensiero, un battito del nostro cuore.

Bisogna riconoscere e benedire il sacrificio di tutti questi eroi, che perirono tenendo fede al giuramento fattoLe. Non bisogna aver timore dinnanzi alla moltitudine, alla massa di coloro che non comprendono questi sentimenti, questi valori. Occorre dare l’esempio e non vergognarsi!

IMG_8341“La Patria è Amore e dell’Amore ha tutte le esaltazioni,le impazienze,i tumulti”…è gloria,è Storia,è onore è ricordo è sentimentalismo..è vita, non è solo un ideale…

Spero che questo giorno possa tornare ad esser festa nazionale, festa di popolo, di unità, di ricordo poiché tra le braccia della Santa Madre Patria tutte le diversità si annientano ed i cuori battono all’unisono.

” La mia Patria è mille voci che si uniscono alla mia”

Il 4 Novembre rappresenta il tassello conclusivo del travagliato percorso di unificazione Nazionale: si celebra oggi la prima, vera, grande, assoluta ed indiscussa VITTORIA italiana…

Scrisse Tramonti: “in ginocchio e rievochiamo i fasti della Fanteria: evochiamo le dolci ombre che ci han preceduto. In ginocchio e adoriamo, chè se l’avvenire dei Morti sta nel ricordo dei vivi, il destino dei vivi è nel ricordo dei Morti.”

 

In questa augusta data mi sembra giusto e doveroso ricordare l’epopea piumata:

IMG_8340210.000 Bersaglieri mobilitati

32.000 Bersaglieri caduti

50.000 Bersaglieri mutilati e feriti

Ricompense al Valore Collettivo:

21 Ordini Militari di Savoia

3 Medaglie d’oro

16 Medaglie d’Argento

16 Megaglie di Bronzo

Ricompense al Valore Individuale:

92 Ordini Militari di Savoia

50 medaglie d’oro

2592 medaglie d’argento

3784 medaglie di bronzo

1687 croci di guerra al Valor Militare.

Il mio non è infantile sentimentalismo o semplice retorica, ma quanto scritto scaturisce da un sentimento vero e vivo per la mia bella e santa PATRIA..

Caduti per l’unità,la grandezza e l’avvenire della PATRIA: PRESENTI!

 

BOLLETTINO DELLA VITTORIA

Comando Supremo, 4 novembre 1918, ore 12

La guerra contro l’Austria-Ungheria che, sotto l’alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta.

La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuno divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una czecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatre divisioni austroungariche, è finita.

La fulminea e arditissima avanzata del XXIX Corpo d’Armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l’irresistibile slancio della XII, della VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.

Nella pianura, S.A.R. il Duca d’Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute.

L’Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell’accanita resistenza dei primi giorni e nell’inseguimento ha perduto quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecentomila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinquemila cannoni.

I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.

Il capo di stato maggiore dell’esercito, il generale Diaz.

Bersaglierescamente…

Si ricorda che tutti gli scritti, come le foto marchiate “signorainrosa.com” presenti o meno nel blog, sono protetti da LICENZA

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