Bastian Contrari – Un battito d’ali

di Federico Laratore

Ci sono storie e personaggi che ti fanno rimpiangere di non esser abbastanza vecchi da averle potute vivere direttamente con i proprio occhi o con il proprio cuore. Magari la storia ti regala dei surrogati, ma cento Lentini o mille Cerci non potranno mai sostituire il non aver visto dal vivo anche solo una finta di Gigi Meroni.

Quello che possono sapere ed immaginare di lui è dato solo da innumerevoli documentari e libri letti tutto da un fiato che raccontava una storia che sembra una favola. Talmente favola che ti viene difficile immaginarlo anziano, dimostrazione moderna e sportiva che gli eroi muoiono giovani per rimanere tali nell’immaginario di tutti.

Il Grande Torino e Coppi erano il simbolo di una nazione che cercava di risollevarsi dalle macerie, Gigi era l’immagine di un epoca ribelle, ma non dannata. Era semplicemente la voglia di voler essere se stessi fuori dagli schemi e dagli stereotipi. Era la vera fantasia donata al calcio, il simbolo di chi voleva divertire e emozionare, l’arte donata al prato verde.

Qual è la prima immagine che mi viene in mente pensando a lui? Il sorriso. Il sorriso di chi si diverte creando in campo, come crea nella vita, con il suo modo glamour di viverla. Quando partiva in progressione non voleva irridere l’avversario, non prendeva in giro il tifoso avversario, cercava solo il modo più bello ed  imprevedibile di segnare o far segnare. Volteggiava per il campo, imprendibile e imprevedibile. Una farfalla imprestata al calcio.20140311_MuseoToro (114)

Altra immagine impressa nella mia mente è un giocatore con la maglia numero 7 che alza il pallone verso il cielo dopo un gol. La storia dice che si chiamasse Carelli, ma il nostro cuore vedeva sempre Gigi… L’ultimo colpo d’artista, il gol dal paradiso…

Dov’è oggi Gigi? Dov’è il suo modo di intendere la vita e quindi il calcio? Sicuramente non è in serie A, non è nei tweet irridenti, nelle esultanze sguaiate. 20140311_MuseoToro (100)Se volete vedere il suo spirito dovete spostarvi nei campetti di periferia, negli stessi campi polverosi degli oratori dove lui è cresciuto. Vedrete un ragazzino che con sorriso timido prende il pallone sotto la sua ala e inizia a divertirsi e quindi a divertire.

Si parla tanto di crisi del calcio, ma un’analisi seria non può che partire dal fatto che oggi simbolo del calcio è Balotelli, allora era Gigi… Bisogna spiegare altro?

In un altro articolo parlavo del sogno di ogni bambino quando rincorre il pallone su un prato verde, mi piace pensare che Gigi sia la personificazione di questo sogno… Sperando che da qualche parte una farfalla stia aprendo le ali e sia pronta a volare di nuovo…

Ps. Certe notizie si metabolizzano sono con l’immaginazione e la speranza… Me lo immagino in paradiso accolto da Gigi e già in campo con Valentino, Giorgio e Gaetano, capitano tra i capitani.

Buona partita, Pontus.

Le Foto su Meroni sono state scattate al “Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata”

Si ricorda che tutti gli scritti, come le foto marchiate “signorainrosa.com” presenti o meno nel blog, sono protetti da LICENZA

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...