Bastian Contrari – E’ un paese per TaVECCHIO

di Federico Laratore

20131127_JuveKobenhavn (106)

Una volta l’estate era un momento di assoluto relax per il mondo pallonaro. L’unica occasione di svago erano mondiali od europei, ma in ogni caso per buona parte di luglio calava il silenzio e tutt’al più si sentiva qualche eco di calciomercato.

Quest’anno, invece, il mondo del calcio nostrano sembra avere molte nubi all’orizzonte, un po’ come il clima uggioso di questa pazza estate.

La prestazione minuscola della Nazionale ai Mondiali ha sconvolto il panorama calcistico, portando a fughe che ricordano vividamente gli esodi biblici di ferragosto.

Il primo fuggiasco è stato Prandelli, che, poche ore dopo le dimissioni, era già in Turchia lautamente contrattualizzato dal Galatasaray. I suoi ultimi mesi di gestione della nazionale sono stati da manuale intitolato “Il perfetto suicidio di un C.T.”. Ha iniziato coi i due pareggi con Danimarca ed Armenia (!) che hanno tolto i punti necessari per essere teste di serie nei sorteggi.

Il suicidio è poi continuato con le convocazioni: dal taglio di Rossi e Destro, che non l’hanno presa certo con entusiasmo, alla scelta di 20140326_JuveParma (54)una squadra Balotelli-centrica. La gestione delle partite mondiali è stata poi curiosa: il nostro, dopo aver indovinato la formazione contro gli inglesi, ha pensato bene di stravolgerla nei due successivi match. Il cambio Balotelli-Parolo è stato un chiaro segno di resa e un invito all’Uruguay a colpire, cosa che puntualmente è avvenuta.

Scappato il C.T., anche il presidente della Federazione, l’amato Abete, ha pensato bene di fuggire. Le dimissioni di Abete (il correttore ortografico cerca sempre di cambiarmi l’iniziale… mah…) aprono una voragine nel sistema calcio. Quando si tocca il fondo ci sono due possibilità: tirarsi su le maniche e lavorare per risalire oppure iniziare a scavare. Non so a voi ma secondo me la vanga dona tanto a Lotito.

Da subito si è creato un blocco granitico formato dalle quattro leghe (A, B, Pro e dilettanti) sul nome di Tavecchio. Chiaro che se si cerca una novità, si dovrebbe evitare uno che si chiama TaVECCHIO, personaggio che sa di Prima Repubblica e dal profilo che alla fine del suo mandato ti farebbe non solo rimpiangere Abete, ma pure Matarrese. Contro di lui si schiera Albertini, appoggiato dai sindacati di Calciatori e Allenatori. Albertini fa molto giovane, anche se da quando ha smesso di giocare è stato il perfetto vice, prima di Guido Rossi e poi di Abete. Sicuramente è uno sempre avanti, si era dimesso prima dei Mondiali, perché il suo ciclo in Federazione era finito. E come ogni ciclo dopo 28 giorni…era di nuovo lì che si ripresentava.

20122013_20130421_JuveMilan (69)La vittoria del fronte delle leghe sembrava ormai evidente, fino a quando Tavecchio ha avuto la brillante idea di dare ai giocatori extracomunitari dei “mangia banane” e alle donne nel calcio delle handicappate. Strano che siano sorte delle polemiche, non credete? Se un calciatore o un tifoso dicessero le medesime cose passerebbero dei seri guai, mentre l’ineffabile “nuovo che avanza” chiede scusa facendo spallucce. Con che potere il giudice sportivo potrà squalificare giocatori o curve per questioni razziali, se il Presidente Federale dice quasi di peggio? Pure la Uefa si è mossa chiedendo informazioni a tal proposito. Insomma “chi ben comincia è a metà dell’opera”.

Non penso che ci volesse questa campagna elettorale per far capire che il calcio italiano ha iniziato a scavare, anzi…

Il Presidente Federale deve essere un garante e una spinta per tutto il movimento. Garantire le società professionistiche, proteggere il movimento diffuso dei dilettanti e degli amatori, essere il portavoce di tutti quelli che amano il calcio ed essere il pungolo che ripropone il calcio italiano a tutti i livelli, nostrani ed europei.

Invece sembra che il grosso degli elettori veda il Presidente Federale come il Presidente di Lega, cioè il garante di interessi particolari e, soprattutto, economici.

L’Italia calcistica ha bisogno di un Presidente Federale che sia forte e non espressione dei poteri forti. Ha bisogno non di un burocrate, ma di front man che sappia rendere il calcio più appetibile, che abbia il coraggio in cinque anni di rivoltarlo e renderlo più solido.

Invece le assemblee delle Leghe sembrano tutte piccoli congressi di Vienna in cui si cerca di mantenere lo status quo.

Non penso che basti un presidente volenteroso a far tornare vincente l’immagine dell’Italia, ma sarebbe sicuramente un bel passo in avanti.

A proposito di vincenti, altro fuggiasco estivo è stato Antonio Conte, che ha lasciato la Juve dopo un solo giorno di ritiro. E’stato sicuramente un fulmine a ciel sereno, anche se qualche tuono si era già sentito a maggio con dichiarazioni che erano chiari saluti, non solo all’ambiente bianconero, ma anche, forse, all’Italia.

La sua battuta sul fatto che non si può mangiare con 10 euro in un ristorante da 100 è stata molto significativa.20140519_JuveCagliari (38)

Molti hanno preferito usare questa similitudine per attaccare la dirigenza Juventus, in particolare Marotta, ma in realtà descrive alla perfezione il sistema calcistico italiano attuale.

Difficile vincere in Europa se non riesci a catturare investimenti e pubblico. Impossibile competere con squadre che giocano con i soldi che profumano di petrolio. Improbabile non cadere nel ranking quando l’acquisto dell’anno è Iturbe, mentre altrove si vendono magliette di James Rodriguez per un equivalente di 10 milioni di euro. Potrei anche ribattere a Conte che se ti danno un coupon per mangiare con 50 euro nel ristorante di casa, sarebbe il caso di usarlo e non buttarlo nel cestino.

Ecco cosa dovrebbe fare un Presidente Federale, far tornare in Italia, investimenti, giocatori, entusiasmo. Tavecchio potrebbe farcela? Ai posteri l’ardua sentenza…

Ps. Consiglio a tutti i tifosi juventini in lacrime per l’addio di Conte, a tutti quelli che si sono dimessi da tifosi di rileggere un mio vecchio articolo (La Maglia)… A buon intenditor poche parole…

Si ricorda che tutti gli scritti, come le foto marchiate “signorainrosa.com” presenti o meno nel blog, sono protetti da LICENZA

One thought on “Bastian Contrari – E’ un paese per TaVECCHIO

  1. Il calcio italiano come hai ben espresso in questo pezzo ha toccato davvero il fondo, forse ancora peggio del periodo post Corea del 1966….c’è solo molta confusione e pochi programmi all’orizzonte…credo che la prima cosa da fare sia dare una nuova immagine al nostro calcio mettendo gente che ha “fatto calcio”…andrebbe benissimo Albertini ma anche i vari Riva, Zoff che anche se più anziani di lui darebbero lustro a tutto il movimento…non è un problema di età, ma di competenze, e chi meglio di ex giocatori..visto che i personaggi stile Abete tante volte si dichiarano “incompetenti” per loro stessa ammissione?

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