Palestro 1859-2014

di Marco Rosazza Mina Gianon

Palestro“A egregie cose il forte animo accendono l’urne de’ forti , […] ;

e bella e santa fanno al peregrin la terra che le ricetta”

Domenica 25 Maggio si è svolta in una Palestro imbandierata coi vessilli di Italia, Francia ed Austria, l’annuale cerimonia commemorativa dell’omonima battaglia avvenuta nel 1859, epico episodio della 2° Guerra d’Indipendenza che si svolse tra il 30 e il 31 Maggio e che mise a confronto l’esercito austriaco e quello franco-piemontese. La battaglia vide protagonisti i Bersaglieri, guidati personalmente dal Re Vittorio Emanuele II di Savoia. I fanti piumati, entrarono, per primi in Palestro, dopo ripetuti e sanguinosi assalti alla baionetta, e la difesero strenuamente, supportati dalla cavalleria, dall’artiglieria e dagli Zuavi contro i contrassalti austriaci. Re Vittorio Emanuele II di Savoia fu coinvolto nella battaglia tra i bersaglieri e gli zuavi alla conquista di quattro pezzi di artiglieria nemica.

La cerimonia ha avuto inizio con l’Alzabandiera presso il sacrario-ossario, alla presenza del Sindaco di Palestro, dei sindaci dei comuni limitrofi, del comandante del 6° Rgt Bersaglieri “Palestro”, del labaro del SESTO, tra le cui decorazioni spicca una M.B.V.M concessa al VI Battaglione per i fatti di guerra avvenuti dal 21 al 31 maggio 1859 (per essersi distinto al passaggio della Sesia e nelle operazioni successive su Palestro e Borgo Vercelli).

Presenti anche autorità civili e militari, rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma con i loro Labari e i tanti bambini delle scuole.

Si è reso successivamente onore ai caduti di entrambi gli schieramenti che riposano, insieme ed in pace, all’interno del sacrario.

Dopo la deposizione della corona d’alloro, la fanfara “Lavezzeri” ha suonato le commoventi note del silenzio come omaggio a tutti Palestro2quei soldati, che, in campi opposti, immolarono la loro vita nella difesa di un ideale, dedicandole anche a tutte le famiglie che non videro mai tornare a casa i propri cari, che caddero su questo campo di battaglia e che ora riposano fianco a fianco nell’ossario perchè nell’abbraccio della Patria e nel sacrificio supremo compiuto per Essa, l’odio e le differenze cadono, si annullano e gli uomini posson tornare a sentirsi fratelli.

Cerimonie come questa insegnano l’importanza del ricordo di chi è caduto, in purezza di ideali, nell’adempimento del dovere. È importante saper tramandare ai giovani la fiamma che lega i morti, nel nome dell’Italia, ai vivi, perchè è grazie al loro sacrificio che in giornate come questa noi tutti possiamo ricordarli, in una Patria libera ed unita.

Dopo la celebrazione della Santa Messa, la cerimonia è proseguita accanto al monumento al soldato e successivamente a quello dei Bersaglieri: davanti ad ognuno è stata deposta una corona d’alloro e sono stati resi gli onori ai caduti.

Per suggellare il gemellaggio che lega Palestro all’omonimo reggimento bersaglieri e che dura da 31 anni è stata scoperta, sulla facciata del municipio, una targa di bronzo raffigurante il trofeo del 6°. Una targa identica è stata donata al comandate affinchè la posi nella caserma di Trapani in cui ogni mattina riecheggia forte il grido “Palestro”, grido che è tuonato anche in diversi teatri operativi al di fuori dell’Italia.

Il comandante ha contraccambiato il dono con una drappella del Sesto da esporre in comune.

Nel pomeriggio la premiata Fanfara “Lavezzeri” di Asti ha eseguito un articolato ed applauditissimo carosello per terminare nel migliore dei modi questa splendida giornata dedicata alla Patria, ed è stato bello constatare quanta partecipazione, quanto affetto, quanta condivisione vi sia stata oggi in questa semplice ma sentita ricorrenza.

“Siete Voi stessi l’Italia, dove il vostro viso balena, la Patria è presente!” scrisse D’Annunzio.

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