Bastian Contrari – Rigori

di Federico Laratore

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Una volta, quando si pensava ai “rigori”, il riferimento andava immediato a quelli invernali. Poi sono scomparse le mezze stagioni e rigori si sono spostati su un dischetto agli undici metri. Il rigore a volte è l’ultima disperata speranza, altre volte una piacevole consuetudine, specie se si ha una maglia rossonera addosso. Non amo molto i rigori, ho ancora nelle orecchie il suono sordo del pallone calciato da Dorigo contro il palo in quel maledetto pomeriggio di Reggio Emilia (il rigore di Salas non lo considero, avendo vinto il premio come miglior “drop” dell’anno da parte della FederRugby). Il peggio è arrivato una settimana fa, con il rigore parato da Rosati ad Alessio Cerci. Quando Rizzoli ha fischiato il rigore, primo fischio realmente a favore del Toro di tutta la partita, ma questo è un altro discorso, ho subito immaginato il peggio. Non perché pensassi a chissà quale sfiga cosmica tipicamente granata, ma semplicemente perché Alessio ha tante qualità, ma non quella di essere un cecchino dagli undici metri. Non erano molte le alternative: Bovo era squalificato, come qualcun altro che era impegnato nella sua prima lezione del corso di tedesco per panchinari strapagati. Molti hanno criticato Alessio per questo errore, ma secondo me va premiato il suo coraggio, la sua voglia di trascinare squadra e tifosi. Quante volte si è criticato il suo modo di rapportarsi con compagni ed allenatori, ma lui ha voluto prendersi questo peso sulle spalle, sapendo che segnando sarebbe stato l’Eroe, sbagliando lo Scemo del Villaggio. Chi ha visto, sia la partita con la banda del Culatello sia quella coi Viola, ha visto uno che quel risultato lo voleva raggiungere a tutti i costi, uno che era pronto a tutto per esserci. Non so dove lo porterà il calcio mercato, so solo che le sue lacrime erano le nostre e mi piace pensare che, anche se mai vincesse un giorno la Champions, ai nipotini racconterà sempre di questo rigore, delle sue lacrime e di una curva che lo invocava, perchè mai come in quel momento lo sentiva vicino al proprio dolore.

Rigore. Non solo dagli undici metri. Nel calcio moderno il rigore è anche nei bilanci. Sorpresa. Una voce che girava già da qualche giorno trova conferma e la “banda del buco nel Parmigiano Reggiano” non ottiene la licenza Uefa nemmeno dalla Commissione d’Appello della Figc. Tutta colpa di contribuiti prima non dovuti, poi non pagati, infine saldati ma con curioso ritardo. Capisco che 20140326_JuveParma (24)gestire il bilancio di una società che ha solo 190 giocatori tesserati e fatto in due sessioni di calciomercato più di 300 trasferimenti sia difficile. Non sorprende che sia più allettante andare in Crociera con Amauri che pagare i contributi, però metterci un briciolo di attenzione in più sarebbe stato doveroso. Pensare che sono corsi a pagare 13 milioni di tasse arretrate per avere licenza. Una vera disdetta non pagare in tempo, vero? Sarebbe bastato tagliare i rifornimento di viveri a Cassano e al loro emaciato presidente e sarebbero stati in regola per anni.

Vorrei però spiegare seriamente cosa è successo. La “cricca del Prosciutto gialloblu di Parma” ha convinto quindici giocatori ad andare a giocare, con stipendio ridotto, in altre squadre, promettendo che a fine stagione gli avrebbero saldato la parte di stipendio mancante, il cd. “incentivo all’esodo”. Il problema sorge quando tali giocatori chiedono un anticipo di questo contributo che generosamente il “Torta Fritta Team” subito versa loro. A seguito di questo anticipo però non viene eseguito il versamento dell’Irpef, dovuto secondo loro solo a saldo del tutto. La Uefa, e la legislazione fiscale italiana, la pensano in maniera diversa, anche perché sembra inverosimile che si possa configurare in questo versamento un prestito, ma sia in maniera evidente una corresponsione di stipendio; oltretutto la Uefa, a differenza della Figc, non ammette il ravvedimento tardivo.

A causa di questo, sia in primo grado che in secondo, viene negata la Licenza Uefa per partecipare all’Europa League, ammettendo il Toro al posto degli “strolghini ducali”. Il ds Leonardi sostiene inoltre che l’appello in secondo grado era inutile perché la seconda commissione non va mai contro la prima, dimenticando, curiosamente, che quando era ds dell‘ Udinese la Licenza Uefa era arrivata in secondo grado. Inoltre, mentre consegnava l’appello al Coni solo venti minuti prima del termine, già annunciava appello al Tar in caso di esclusione, alla faccia dell’ottimismo.

Non discuto i loro meriti acquisiti sul campo, ma trovo disdicevole che si possa, attraverso artifici contabili, ottenere dei vantaggi che si ripercuotono sul campo stesso. Avrebbero potuto permettersi l’ingaggio dei loro giocatori senza questa finanza creativa? Si invoca il dispiacere dei tifosi, ma i primi truffati sono proprio loro. Inoltre mentre il Torino falliva, nessuno ascoltava il dolore dei suoi sostenitori? Altrove la soluzione per evitare i fallimenti si trovava, eccome! Sanno anche di beffa tutti i discorsi sull’onesta in riferimento a Fiorentina-Torino, quando solo una settimana prima i “Lambrusco boys” vincevano in carrozza con i gemellati doriani e aspettavano un Livorno balneare… Intanto la Licenza Uefa, nel silenzio, era già stata respinta in primo grado. Mai fare la morale in anticipo.

Se il Parma ha sbagliato deve pagare e deve essere premiato chi segue le regole. Non solo perché c’è di mezzo il Toro, ma perché il precedente sarebbe pericolosissimo ed ognuno si sentirebbe in diritto di interpretare le normative fiscali a modo suo.

Se invece si scoprisse che non pagare i contributi in maniera regolare è premiato con un viaggio in Europa, a breve ne approfitterò. Intanto aspetto la sentenza dell’Alta Corte del Coni, seduto sulla riva del fiume…

Ps. A proposito di riva del fiume… A Padova finalmente è calato il buio…

Si ricorda che tutti gli scritti, come le foto marchiate “signorainrosa.com” presenti o meno nel blog, sono protetti da LICENZA

2 thoughts on “Bastian Contrari – Rigori

  1. Grande analisi, ma soprattutto un appello affinché giustizia sia fatta. Non vogliamo regali, ma solo un atteggiamento equo che penalizzi chi sbaglia. Noi abbiamo pagato e con gli interessi altri no, è ora di invertire il trend, affinché tutto ricominci a tornare perlomeno credibile. Grazie Federico..

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  2. A propositi di rigori oltre a quello da te giustamente menzionato da Salas, ero al terzo anello della Scirea in quel Derby e me lo sono visto passare sopra la testa, ricordo anche quello di Comi nello spareggio Uefa del 1988 che una volta che il pallone colpì la traversa lo stesso non fu rintracciato nemmeno più dal satellite Discovery! Parlando di altro tipo di rigori, credo che l Alta Corte di Giustizia Sportiva dovrebbe applicare meramente il regolamento…non hai saldato entro la scadenza stai fuori…se Gabibbo Ghirardi ha dei commercialisti incapaci cavoli suoi…l’anno scorso il Siviglia, che poi ha vinto l’Europa League (ai rigori guarda caso!), fu ripescato a scapito del Rayo Vallecano per una faccenda simile…

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