Per non dimenticare mai.

20140519_JuveCagliari (24)Cari amici bianconeri, proprio nel giorno della finale – derby di Champions League, il nostro pensiero non può che volare a ventinove anni fa, alla nostra prima Coppa dei Campioni e soprattutto a quella serata di follia britannica, serata che nessun juventino potrà e dovrà mai dimenticare. Bruxelles, stadio Heysel, 29 maggio 1985. All’epoca ero già tifosa e con papà, quella sera, ero pronta davanti alla tv a tifare per la mia Juve. Beh, di quell’evento, sinceramente, ricordo tutto meno che la partita. Nessun tifoso vero, secondo me, ricorda il match, la vittoria della Coppa. Io avevo soltanto sette anni ma non ho mai dimenticato le immagini dei feriti, dello stramaledetto settore Z, della carica di quelle carogne. Per noi il 29 maggio 1985 è e sarà sempre un giorno di lutto, di dolore, di lacrime. Per noi sarà sempre il giorno in cui morirono trentanove innocenti. Sarà sempre il giorno dei nostri trentanove angeli.

Pochi giorni fa ci ha lasciato Otello Lorentini,  già Presidente dell’associazione dei familiari delle vittime dell’Heysel nonché padre di uno di loro, Roberto, medico aretino trentunenne, che morì mentre soccorreva un altro tifoso. Roberto fu insignito della Medaglia d’Argento al Valor Civile. Lorentini, dal giorno in cui perse il figlio, iniziò a combattere contro la violenza nel calcio, cercando, tra20140519_JuveCagliari (39) le altre cose, di far emergere la verità su quella sera: grazie al suo impegno e a quello dell’Associazione di cui era Presidente, riuscì ad ottenere, nel 1990, la condanna dell’Uefa per la pessima gestione di quella finale tra Liverpool e Juventus.

Nonostante l’ottimo contributo di Otello Lorentini e di tutti coloro che ne hanno seguito l’esempio, gli stadi sono ancora pieni di imbecilli che espongono striscioni su quella tragedia, che ci sventolano in faccia la Union Jack o le sciarpe del Liverpool. E’ così, lo fanno per attaccare la Juve, per prenderci per i fondelli.

A proposito della tragedia di Bruxelles e dell’ignoranza di chi continua a sbeffeggiare i 39 morti, tempo fa chiesi all’amico Beppe Franzo, presente all’Heysel, perché nessuno capisca (o ricordi) che gli inglesi non ce l’avevano con gli juventini in quanto tali, ma in quanto italiani. Avrebbe potuto esserci chiunque nel famigerato settore Z.

Innanzitutto, praticamente tutti ti chiedono cos’è successo a Bruxelles, segno che nonostante i molti libri scritti e le trasmissioni sull’argomento, ciò che successe non è ancora così evidente e chiaro. In realtà alcuni compresero l’identificazione tra juventini e italiani. La prima partita, dopo la tragedia, fu Milan – Juve di Coppa Italia. Un gruppo di tifosi rossoneri (forse i Commandos Tigre) ci accerchiarono per parlarci, per capire. Prima della partita, portarono uno striscione in campo in segno di solidarietà per i caduti dell’Heysel. Ci furono anche molti ultrà del Toro che ci aspettarono al ritorno da Bruxelles, per cercare di capire cos’era successo e dimostrare la loro solidarietà. […] E’ triste, comunque, che ancora oggi molti non abbiano capito che poteva esserci qualsiasi altra squadra italiana, lì, e sarebbe successa la stessa identica cosa. L’odio, come hai sottolineato tu, era radicato nei confronti dei tifosi in quanto italiani, non in quanto juventini.” (Due parole con… Beppe Franzo – prima parte)

A distanza di ventinove anni, il ricordo dei 39 angeli non può e non deve sfumare. Dopo la toccante mostra “Settanta angeli in un unico cielo: Heysel e Superga, tragedie sorelle”, un’altra iniziativa onorerà le vittime di Bruxelles. Proprio Beppe Franzo ed altri amici bianconeri, in occasione della Giornata della memoria, istituita dal Comune di Torino, nel 2013, dibatteranno di calcio e condanna di ogni forma di violenza in ambito sportivo, proprio in ricordo di chi morì all’Heysel. Invito tutti i miei amici a partecipare a questa importante commemorazione che si terrà sabato 31 maggio, alle ore 18, presso la Sala delle Colonne a Palazzo Civico (Piazza Palazzo di Città – Torino). Tutti uniti per non dimenticare mai.
Heysel

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